Che strano pensare che d'ora in poi non chiamerò più nessuno "nonna", o nonno.
Giovedì è mancata la mia ultima nonna, e non certo in modo improvviso quindi eravamo preparati.
Non ho mai avuto un rapporto esclusivo, troppo stretto, con nessuno dei miei nonni purtroppo.
Abbiamo sempre vissuto non proprio vicinissimi e non sono stata cresciuta da nessuno di loro.
Quando ero piccola con i miei andavamo a trovare il sabato i nonni paterni (con i quali il rapporto è sempre stato più complicato, anche tra loro e mia mamma) e la domenica quelli materni.
Finita lì.
I miei nonni materni erano più anziani e soprattutto mio nonno adorava mia mamma quindi hanno sempre trasmesso più affetto anche a me. Il primo ad andarsene è stato proprio lui, circa 10 anni fa.
Fin da quando ero piccola adoravo una specchiera-toilette che c'era nella camera dei miei nonni materni, una di quelle specchiere di tanti anni fa, antica ma non troppo, con i 3 specchi tipo ante.
Adoravo specchiarmici, e adoravo anche la poltroncina.
Ovviamente mio nonno diceva sempre che sarebbero diventati miei e così è stato ed ora sono nella nostra camera...ho trovato un angolino per metterceli, anche se forse c'entrano poco col resto ma non mi interessa.
La poltrona l'ho fatta coprire di una stoffa bianca e lilla ma è incredibile il fatto che conservi ancora l'odore della loro casa.
Quando mi accoccolo su quella poltrona (la cui stoffa nuova è anche il luogo preferito di Toffee per farsi le unghie) torno un pò bambina e mi sembra quasi che i miei nonnini siano lì con me.
A parte per le unghie anche Toffee adora dormirci per ore durante l'inverno, quindi credo proprio sia una poltrona speciale dato che dicono che gli animali percepiscono i punti positivi della casa.
Quando invece andavo dai miei nonni paterni si mangiava sempre benissimo.
Sono stati loro a farmi apprezzare il buon vino; anche da piccola mi facevano mischiare un pò di vino rosso all'acqua e a me piaceva tanto, anche se mia mamma diceva sempre che eravamo (dal lato di mio papà ovviamente) una famiglia di "sbevazzoni" ma vabeh, detto da un'astemia...
Ho pianto di più quando è morto il mio nonno paterno, devo dire la verità.
Un pò perchè è stata una cosa improvvisa, un pò perchè lui e mio papà si assomigliano molto, e un pò perchè era la prima volta che vedevo il mio cognome su una tomba. Mi sembrava fosse morta una parte di me, della mia infanzia.Ed è un pò così ogni volta che muore un nonno credo.
Questa mia ultima nonna è sempre stata un pò distante. Forse come diceva mia mamma avevamo un carattere troppo simile e non siamo mai riuscite a prenderci davvero.
Soprattutto lei e mio nonno avevano un rapporto esclusivo che veniva prima di tutto, penso anche prima del loro figlio cioè mio padre, per cui gli altri erano sempre un pò degli estranei per loro, e questa cosa si percepiva. Da quando mio nonno era morto poi, sembrava non le importasse altro.
E' stato così anche quando è morta la mia "nonna adottiva"; una signora che era la nostra vicina di casa quando ero piccina e ci eravamo trasferiti in un paesino allora minuscolo e sperduto in campagna (paese che io adoravo, mia mamma abituata a Milano molto meno). L'ho sempre chiamata nonna e tale è rimasta.
Pensare che le loro case che ricordo come fosse ieri non esistono più, che non ascolterò più nessuna delle loro storie passate, che non sentirò più le loro voci, mi fa sentire molto più sola, e vecchia.
Mi rimangono i ricordi. Le loro voci le ricordo quasi nitidamente anche se non so come sia possibile, e spesso un odore mi riporta a loro (l'acqua di colonia di qualche persona anziana, i profumi di qualche cibo o del caffè, i detti pugliesi della mia nonna materna,ecc.), tutto qui.
Meglio che niente.
Mi spiace, Cippy. Ti sono vicina.
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