Renzo è corso via. Non lo si vede quasi più. La sua cagnetta l'hanno portata nel fosso, dove c'è l'immondizia. Ma il fosso è lontano dalla strada trafficata, è poco ma... Intanto le carni della sua cagna si sono imputridite: non le somigliano più. E lui si allontana ora. D'altra parte sono tredici giorni che le sta accanto.
Caro Renzo, non abbiamo saputo far niente, né per le carni della tua Lucia e neanche per te.
E' tutto andato storto... c'era una strada piena del fango della burocrazia e tanta noia, tanta lentezza.
Paesi sbagliati. Nomi sbagliati. Un chilometro di più o uno di meno fanno la differenza, sai? Fanno trovare tante scuse. Intanto tu non ci sei più, forse. Se ti ritrovo, però...
Non volevo toglierti la libertà, solo dartene una migliore. Senza immondizia, senza cagnette morte. Mi hai raccontato qualcosa di terribile che non so dimenticare. Di corpi di bestie abbandonati a macerare con l'immondizia ai bordi delle strade. Della gente che ne sente la puzza e la sopporta. Questo mi sconvolge: la sopporta. Sia quella delle carcasse che si imputridiscono che quella della sporcizia lasciata a macerare. La sopporta. E alzano la voce , sai se lo dico. Non si arrabbiano con le Istituzioni che li costringono a quella vista, si arrabbiano con me. Dicono ma no... non è proprio così... Un chilometro prima o un chilometro dopo... Come se fosse una cosa normale vivere in un incubo. La gente non si mette a gridare, non assalta le fortezze della burocrazia e dei politici grassi. Sopporta. Li faranno santi, che dici, Renzo. D'accordo ci saranno mille complicazioni. D'accordo. Forse. Il problema è che ci separa qualche centinaio di chilometri, non i deserti e altre nazioni. Tu sei in Italia, come me.
E mi hai raccontato degli occhi di un cane come la sola cosa pura dentro quell'orrore. Non potrei vivere dove vivi tu. Non ce la farei. Non potrei restare calma, non saprei restare immobile. Il tuo diritto di non crepare sotto un'auto è il mio diritto. Tirando fuori te, è me che tiro fuori. Non consentendo a nessuna parte di mondo di passare sopra il corpo di un cane e tirare oltre e lasciarlo marcire col suo compagno accanto. E' me che salvo: il mio diritto a una vita decorosa. In cui il delitto, quando c'è, è frutto della follia individuale, non di un lassismo collettivo.
Il sindaco di Aversa mi ha detto che si doveva chiamare la Asl. Gli ho chiesto se poteva la asl togliere immondizia e tutti i cani morti su quella strada e portare via in luoghi decorosi tutti i cani vivi...che Asl dovevo chiamare per avere questo. Non mi ha dato nessun numero, ma io l'ho chiesto.
Sorridi, pure. Io l'ho chiesto. Comunque, mi avevano detto ,Renzo, che l'avevano chiamata. Mi hanno detto che avevano chiamato carabinieri e polizia. Però se ti avessero catturato loro ti avrebbero portato in canile e nessuno voleva questo. Nessuno voleva la tua prigione: sei selvatico, non saresti sopravvissuto lì dentro. Tu fai parte dei sogni, di quelli che si fanno da svegli e quindi non potevi finire a quel modo. A volte mi chiedo cosa fosse il meglio per te. Se la tua corsa nei campi sia la cosa migliore. Forse lo è: fino alla prossima strada.almeno.
Intanto so che su quella strada ci sono altri cani. Sono attratti dall'immondizia, dagli scarti di cibo che ci possono trovare. E nuovi cani vengono abbandonati sul fianco di quelle vie. C'è la fotografia di un pincher piccolo e stupito, con l'ombra di un pullman addosso. Ha il corpo ostinatamente allegro, dell'allegria inconsapevole della giovinezza. E' un cane giovane e piccolo, con gli occhi stupiti, meravigliati che davvero davvero lo abbiano lasciato e continuino a non portarlo via. Com'è fragile. Anche lui starà lì, finchè non attraverserà la strada. E' così che vivono i cani dalle tue parti. E' questa la loro libertà. Mangiare rifiuti, sperare in qualche volontaria e crepare sotto un'auto. Comunque io la libertà la capisco e certo è meglio di sopravvivere in certi canili dove ti lasciano appassire dentro un box a avvilirti con le malattie e la malinconia. Io non lo so perchè hanno creato i cani, Renzo, se non sanno essere liberi e non sanno essere prigionieri. Ma ci sono ancora i tuoi occhi, guardare il paese e gli uomini, dignitoso, intoccabile. Principe pure dentro l'immondizia... capisco che i cani esistono per indicarci la strada. Dignità e amore assoluto pure dentro la sporcizia, senza che questa tocchi l'anima.
Elvira Falcone.


Nessun commento:
Posta un commento