
Sono mesi che con tutto quello che ho avuto da fare non riesco ad andare in canile.
Ovviamente mi sento in colpa,anche se mentalmente mi ero concessa questo periodo di stand-by per il matrimonio, per affrontare i casini lavorativi, per stare più tranquilla insomma.
Ora sono tornata, ho più tempo libero di prima ma ho un nuovo tipo di vita da riorganizzare ed al momento mi sento piuttosto infruttuosa e sconclusionata.
Vado in negozio ad imparare ogni giorno e so di giorno in giorno se ci andrò la mattina o il pomeriggio. Devo dire che quando sono lì il tempo mi vola ma non essendo il tipico lavoro sedentario d'ufficio a cui ero abituata mi stanco parecchio, quindi riuscire ad andare la mattina al negozio ed il pomeriggio al canile al momento mi sembra uno sforzo disumano, aggravato dal solito caldo torrido milanese che in questo periodo è all'apice.
Al canile ci si può andare solo il giovedì pomeriggio ed il sabato mattina, e nonostante sappia che ci sono persone stupende che ci vanno regolarmente ogni settimana, non riesco a non pensarci ed a sentirmi a posto con la mia coscienza, mi sembra di averli abbandonati lì in quel tugurio da cui possono uscire per una passeggiata una volta la settimana se gli va bene.
E poi ieri mi è arrivata da Giorgia una notizia orribile; una cagnolina anziana di nome Teresa, abbandonata giorni fa (ma come si fa, quante gliene auguro a quei bastardi) e pure malata, è morta in gabbia. Se non conoscete i canili, vi descrivo in breve in quali condizioni possa essere morta questa creatura innocente; un box umido, puzzolente, pieno di zanzare,mosche, con una sola pedana di ferro su cui sdraiarsi, circondata dai proprio escrementi, con 2 luride ciotole da cui bere e mangiare qualche croccantino scadente (sempre che qualcuno si fosse ricordato di riempire le ciotole), ma soprattutto SOLA.
Un cane appena abbandonato è come un bambino che non trova più i suoi genitori e mai li ritroverà. Un cane abbandonato pensa di non avere più un motivo per vivere.
Teresa aveva un tumore, cosa che aggrava ancora il fatto di essere stata abbandonata.
Grazie ai soliti passaparola dei volontari aveva trovato due angeli disposti ad accoglierla e a farle vivere gli ultimi giorni amata e curata.
Questi 2 angeli sono arrivati a prenderla 6 ore dopo la sua morte.
Lei non saprà mai che qualcuno era pronto a riaccoglierla ed amarla come forse nessuno l'aveva mai amata.
Lei non c'è più, e come lei tanti altri.
Non l'ho conosciuta, ma ho pianto lo stesso ed ancora ci penso.
Tornare in canile significa anche tornare a toccare con mano questi dolori che per me resteranno sempre inaccettabili ed inspiegabili, dolori senza giustizia e senza pietà.
Forse non sono ancora pronta a tornare, ma il detto "occhio non vede, cuore non duole" non fa per me.
Nessun commento:
Posta un commento